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Processo «Plasma infetto» PDF Stampa E-mail

Processo «Plasma infetto», subito rinvio Dolore e lacrime, assente Poggiolini

Se ne riparla il 22 dicembre. Parenti delle vittime di trasfusioni manifestano con cartelli al tribunale
NAPOLI - La prima seduta dell'udienza preliminare presso il Tribunale di Napoli del caso «Plasma infetto» si è chiusa subito con un aggiornamento al 22 dicembre.....

NAPOLI - La prima seduta dell'udienza preliminare presso il Tribunale di Napoli del caso «Plasma infetto» si è chiusa subito con un aggiornamento al 22 dicembre. Il rinvio si è reso necessario per il difetto di notifica ad alcune delle parti ed ad alcuni degli imputati, undici in totale, tra i quali Duilio Poggiolini - assente in aula -, Guelfo Marcucci ed altri sei dirigenti ed ex dirigenti del gruppo farmaceutico.

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In aula, un legale dell’avvocatura distrettuale dello Stato, che ha annunciato la richiesta di costituzione di parte civile del ministero della Salute nei confronti di Poggiolini e del gruppo Marcucci.

LA VICENDA - All'ingresso del Palazzo di giustizia era folto, e munito di cartelli di denuncia, il gruppo formato da emofilici e parenti delle vittime del plasma infetto: hanno esposto fotografie in bianco e nero di amici e parenti deceduti negli anni scorsi; tutti vittime delle trasfusioni con sangue infetto che contrassero il virus Hiv e l’epatite C usando prodotti farmaceutici «salvavita» . Il pm della Procura di Napoli Gloria Sanseverino ha formulato a carico degli imputati l’accusa di omicidio colposo plurimo aggravato dalla previsione dell’evento e dall’abuso di pubblici poteri. Il processo «plasma infetto» si era aperto nel 2002 a Trento, ma l’8 aprile 2003, per l’ impossibilità di stabilire dove sia avvenuto il primo decesso, gli atti furono trasmessi al Tribunale di Napoli, cioè nel luogo in cui ha sede l’ufficio del pm che per primo ha iscritto la notizia di reato.

                                                       corrieredelmezzogiorno.corriere.it (l'originale lo potete leggere qui)

Foto in bianco e nero con i nomi delle vittime delle trasfusioni con sangue infetto.
È stato un sit-in silenzioso e doloroso, quello inscenato ieri mattina in piazza Cenni, davanti ai cancelli del nuovo Palazzo di Giustizia del Centro direzionale, dove dopo ben 14 lunghissimi anni di attesa è iniziata - davanti al gup Loredana Di Girolamo - l’udienza preliminare a carico di 11 imputati.
Quattordici anni per avviare il processo «plasma infetto». Altro che «ragionevole durata del processo».

L’iniziativa di portare davanti al Palazzo di Giustizia i parenti delle vittime è stata della Lagev («Libera associazione genitori ed emofilici del Veneto»), che intende costituirsi parte civile insieme alle associazioni di altre regioni. Indagine sul sangue infetto ha origini che risalgono addirittura al periodo di tangentopoli.
Tra gli imputati di questo processo vi sono l’ex direttore del Servizio farmaceutico del ministero della Sanità, Dulio Poggiolini, e l’imprenditore farmaceutico Guelfo Marcucci.

L’accusa formulata dal pubblico ministero della Procura di Napoli, Gloria Sanseverino, è di omicidio colposo plurimo aggravato dalla previsione dell’evento e dall’abuso di pubblici poteri.
Sono 409 in Italia - stando ai dati forniti dalla Lagev - le persone morte di Aids che sarebbe stato contratto mediante trasfusione di sangue infetto; migliaia quelle contagiate dal virus dell’epatite C.
Il primo filone di inchiesta sul «plasma infetto», per il reato di «epidemia colposa», è stato archiviato nei giorni scorsi. Erano indagati lo stesso Poggiolini ed altre 40 persone di varie nazionalità impegnate nel settore farmaceutico.

Secondo l’accusa, in relazione ad alcune posizioni sarebbe stato impossibile procedere penalmente per «mancanza di nesso di causa», poiché non sarebbe stato possibile provare che l’infezione fosse da attribuire ad uno specifico prodotto farmaceutico e quindi ad uno degli indagati L’udienza è stata aggiornata al 22 dicembre: il rinvio si è reso necessario per il difetto di notifica ad alcune delle parti ed ad alcuni degli imputati, undici in totale.
Assenti Poggiolini e Guelfo Marcucci (assistito dall’avvocato Alfonso Stile), in aula era presente anche l’Avvocatura dello Stato che pure ha preannunciato la richiesta di costituzione di parte civile nei confronti di Poggiolini e del gruppo Marcucci. Una richiesta in questo senso era stata inviata dalla Lager, associazione degli emofilici del Veneto, al ministro del Welfare Maurizio Sacconi.
                                                                      www.ilmattino.it   (l'originale lo potete leggere qui)

 

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