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COMITATO L. 210 |
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USA: CAUSA COLLETTIVA |
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USA: CAUSA
COLLETTIVA CONTRO LE CASE FARMACEUTICHE
USA: citazione in
giudizio delle case farmaceutiche da parte di emofilici di tutto il
mondo. Numerosi
italiani si uniscono alla causa americana. Scarica il documento (zippato)
in ITALIANO o l'ORIGINALE
AMERICANO, oppure
leggete la versione Italiana online.
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FONDO DI SOLIDARIETA' |
FONDO DI SOLIDARIETA'
Sulla base di un accordo
raggiunto ai primi di ottobre fra la Federazione delle Associazioni
Emofilici-Onlus e la Baxter Healthcare Corporation, in
analogia con intese simili concluse in numerosi altri Paesi, viene istituito
anche in Italia un fondo di solidarietà a favore degli emofilici infettati
da HIV attraverso emoderivati.
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NEWS | | |
| | 01 - HOME PAGE
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QUESTO SITO E' AL VOSTRO SERVIZIO,
CONTRIBUITE A RENDERLO ANCORA PIU' UTILE
INVIANDOCI NOTIZIE E SUGGERIMENTI ALLA NOSTRA EMAIL:
info@lagev.com
OPPURE PARTECIPANDO AI FORUM DI DISCUSSIONE.
Grazie!
riceviamo e pubblichiamo dalla FEDERAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI EMOFILICI - ONLUS
TUTTA TUTTE LE ASSOCIAZIONI
Vi informiamo che l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha disposto il divieto di utilizzo di un lotto di concentrato Emoclot. La misura è cautelativa e risponde alla funzione di vigilanza svolta dall’AIFA.
I lotti di Emoclot interessati sono il N° 460624 e il N° 460610 tutti da 1000 UI, con scadenza 02/2008, distribuiti in Toscana Veneto ed Abruzzo. Tali lotti NON devono quindi essere utilizzati in attesa di ulteriori indicazioni da parte dell’AIFA.
Il motivo del divieto è dovuto alla comunicazione della stessa azienda farmaceutica produttrice (Kedrion) la quale ha segnalato la presenza di un donatore con sospetta malattia di Creutzfeldt-Jacob in confezioni di specialità medicinali quali Uman Albumin, IG Vena e Emoclot.
Abbiamo immediatamente scritto ai medici dell’Associazione Italiana Centri Emofilia per richiedere un loro intervento informativo nei confronti dei pazienti che fossero in possesso del citato prodotto. Consigliamo pertanto le persone interessate a contattare il Centro di riferimento.
Sarà cura della Federazione diffondere tempestivamente ulteriori informazioni disponibili.
Cordiali saluti,
la Segreteria
--------------------------------------------------------------
FEDERAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI EMOFILICI - ONLUS
Via Cefalù, 5 - 20151 Milano
tel. e fax + 39 02 3084005
www.fedemo.it
"Il mondo è abbastanza ricco per soddisfare i bisogni di tutti,
ma non l'avidità di ciascuno" - Gandhi
16.03.07
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| CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ANNUALE 2008 |
Cari Soci ed Amici Emofilici,
L’Assemblea Annuale dell’Associazione L.A.G.E.V. Onlus è convocata per il giorno 24 MAGGIO 2008, in prima convocazione alle ore 8,30 e in seconda convocazione alle ore 9,30.
Si svolgerà presso la “SALA A” del piano interrato dell’Ospedale di Castelfranco, vicino a Citologia ed Endoscopia. Il percorso sarà segnalato dall’entrata principale del monoblocco. L’assemblea sarà chiamata a svolgere il seguente
Ordine del Giorno Assemblea Ordinaria
- Saluti autorità Ulss 8, Comune di Castelfranco Veneto, ospiti e delegazioni;
- Intervento del primario e dei medici del reparto;
- Relazione dell’ Avv. Stefano Bertone sugli incontri del 29 febbraio e 14 maggio scorsi sulla causa che si tiene a Napoli, suddivisa in due tronconi, cosidetti Napoli 1 e Napoli 2, aggiornamento sulla causa USA, aggiornamento transazioni incontro al ministero tenutosi in data 9 Aprile 2008 a Roma ;
- Presentazione dott.ssa Nadia Pellizzer in merito ai risultati del progetto di ricerca psicologica “Personalità degli Emofilici”;
- Relazione del presidente del Comitato 210, Luigi Ambroso, sull’andamento delle transazioni e dell’adeguamento della legge 210.
- Relazione del presidente in merito all’assemblea generale della Federazione svoltasi a Cagliari in data 10/11 Maggio scorso
- Relazione morale 2007 del Consiglio, attività svolte e programmate;
- dibattito aperto sui vari punti emersi;
Alle 13 è prevista la PAUSA PRANZO con buffet. Alle ore 14 riprenderanno i lavori.
- Presentazione Bilancio Consuntivo 2007 e preventivo 2008;
- Relazione dei Revisori dei Conti sul Bilancio Consuntivo 2007;
- Votazione Bilancio Consuntivo anno 2007 e Bilancio Preventivo anno 2008;
- Presentazione del nuovo statuto adeguato alle leggi regionali (l.n 383)
- Votazione sulle variazioni dello statuto
- Presentazione dei candidati che potranno essere eletti per il nuovo direttivo dell’Associazione;
- Votazione nuovo direttivo
- Proposte, idee, progetti sui cui impegnare il consiglio direttivo per il prossimo anno
- varie ed eventuali.
Invitiamo tutti a comunicare all’Associazione, (Email info@lagev.com), il proprio indirizzo di posta elettronica in modo da poter essere informati sulle novità che riguardano il Centro, l’Associazione, le notizie legislative in divenire. Via Email, sarà poi possibile anche convocare le varie assemblee e/o riunioni future senza aggravio di spese per le, sempre magre, casse della LAGEV.
Il Consiglio Direttivo, raccomandando una nutrita presenza in Assemblea per discutere insieme dei problemi che riguardano tutti (situazione e futuro del reparto, associazione, transazioni ed indennizzi, ecc.) Ti augura la miglior salute possibile e ti invia i più cordiali saluti. Con Amicizia...
per il Consiglio Direttivo
Il Presidente
Beppe Castellano
| “Memorial Antonio Valiante” - IL PAZIENTE EMORRAGICO E L’EMORRAGIA CRITICA - Corso di aggiornamento Incontri di Ematologia |
| SANGUE INFETTO ALLA SBARRA - USA, la causa collettiva di 500 italiani |
Sangue infetto alla sbarra
Usa, la causa collettiva di 500 italiani
FOCUS Salute e diritti *** La storia Dopo più di vent' anni gli emofilici che hanno contratto Hiv e epatite cercano ancora giustizia Gli imputati «Gullone contro Bayer»: è il processo contro 4 aziende farmaceutiche. Sentenza vicina
Gullone contro Bayer. E' la causa internazionale nella quale alcune migliaia di cittadini, italiani e non, agiscono negli Stati Uniti contro quattro big del farmaco. Tremila persone, di cui cinquecento italiani, che hanno contratto epatite C o virus dell' Aids tra il 1978 e il 1990 a causa di prodotti derivati da plasma infetto. Emoderivati infetti. I tremila sono tutti emofilici: un difetto ereditario impedisce al loro sangue di coagulare ma con l' emoderivato giusto (da prendere per tutta la vita) il difetto si annulla. Ebbene, un giorno qualsiasi di oltre vent' anni fa ognuna di queste persone si è ritrovata «infettata» da mali più gravi di quello che stavano curando. A causa di aziende che, secondo i documenti presentati in giudizio, avrebbero anteposto gli interessi di mercato alla salute dei cittadini. Gullone è una di queste persone, nato nel 1962 con l' emofilia, sieropositivo e con l' epatite C dal 1985. Ventidue anni di calvario, di vita a rischio, di biopsie al fegato per controllare l' evoluzione dell' infezione, di decine di farmaci (quelli per l' Aids sono stati fondamentali per la sua sopravvivenza fino ad oggi) oltre a quel fattore di coagulazione che era, e sarebbe dovuto restare, l' unico suo obbligo farmaceutico. Non solo, alcune di queste persone hanno poi contagiato loro familiari quand' erano ancora ignari di quello che era loro capitato. La storia del sangue infetto da Hiv (Aids), Hvc (epatite C), Hvb (epatite B) ha 20 anni e ancora se ne parla. In Francia finì alla sbarra anche il primo ministro Fabius, poi assolto. In Italia, il famoso «re Mida» della Sanità Duilio Poggiolini e altre decine tra industriali, funzionari e medici sono ancora sotto accusa: a Napoli ci sono due richieste di rinvio a giudizio, una per omicidio colposo. E un processo è in programma per il 29 febbraio. Negli ultimi sei mesi del 2007 sono morte altre 5 persone contagiate in quegli anni in Italia. In tutto ne sono morte 409 per Aids. E ci sono 924 sieropositivi da Hiv, 2.124 da epatite C, 443 da epatite B. Nel gennaio scorso, una sentenza della Cassazione ha condannato il ministero della Salute a risarcire tutti quei cittadini che hanno contratto malattie da trasfusione di sangue o da emoderivati indipendentemente dalla data del contagio. Una sentenza che risolve una volta per tutte dal punto di vista civilistico la questione delle persone danneggiate dal sangue infetto. Il primo vero ricorso contro i produttori è invece quello americano. Se Gullone apre la lista dei ricorrenti, la Bayer è la prima della lista degli accusati: con essa Baxter, Aventis Behring, Armour. La causa, cominciata formalmente nel 2003, ma solo ora, dopo una serie di rinvii e di cavilli tecnici, entrata nel vivo, segna una nuova era per questo tipo di azioni legali da parte degli emofilici che sono italiani, inglesi e tedeschi, con contagi da virus Hiv e Hcv (il 98% dei ricorrenti si è infettato con entrambi i virus) a seguito dell' assunzione di prodotti emoderivati. A loro si sono aggiunti successivamente anche malati argentini, israeliani e statunitensi. I 500 emofilici italiani sono rappresentati dallo studio legale Ambrosio e Commodo di Torino. Non si tratta di una class action perché il tribunale di Chicago ha negato questa forma giuridica, ma di un' azione collettiva che sta avviandosi verso la sentenza. Le accuse si basano su una mole sconfinata di documenti: 11.949.219 pagine che riempiono interi corridoi. E' stato calcolato che per tradurle tutte si spenderebbero circa 286 milioni di dollari e oltre 21 anni se 100 traduttori vi lavorassero simultaneamente (ci vorrebbero 7.966 giorni). Dice l' avvocato Stefano Bertone, che difende gli italiani: «In sostanza le industrie farmaceutiche sapevano che il plasma che utilizzavano per produrre i farmaci salvavita per gli emofilici era ad altissimo rischio. Lo sapevano perché andavano a ricercarlo nei luoghi più a buon mercato: lungo il confine con il Messico o nelle carceri di massima sicurezza». Vi sono, secondo i pazienti e i loro legali, documenti che provano tutto ciò. Ad esempio quando esplose la questione Aids le aziende produttrici di emoderivati avrebbero ritardato il ritiro dei vecchi stock che ancora trasmettevano, o potevano trasmettere, il virus dell' Hiv. «Abbiamo le prove. Sono depositate», dice Bertone. E si riferisce a un telex inviato dalla Cutter del gruppo Bayer alla sua filiale di Siena nel 1984 nel quale si spiega perché non viene introdotto anche in Italia il prodotto trattato al calore e quindi più sicuro. Il motivo, secondo i documenti e le testimonianze: con l' introduzione del nuovo prodotto sarebbero stati costretti a cessare le vendite di quello non trattato e a rischio Aids. In Italia le infezioni da Hiv tramite plasmaderivati commerciali si sono arrestate nei primi mesi del 1986. Quelle da Hcv nel 1988-1989. Fino ad allora nel nostro Paese l' epidemia ha contagiato migliaia di persone. Centinaia i morti tra gli emofilici. E' accertato che il problema principale era proprio nei donatori a pagamento diffusi negli Stati Uniti e in Nord Europa. Il donatore abituale italiano è volontario, selezionato e sicuro. Dati alla mano: nel centro emofilia di Castelfranco Veneto, il maggiore in Italia negli anni ' 80 e ' 90, i malati trattati esclusivamente con prodotti derivati da donatori italiani non contrassero mai l' Hiv, mentre chi fu sottoposto all' infusione di derivati commerciali sviluppò l' Aids nel 48% dei casi. I prodotti di queste industrie sono stati venduti in tutto il mondo. Per questo motivo, non solo negli Usa hanno accettato di pagare una mega transazione da circa 1.200 miliardi di vecchie lire con gli emofilici statunitensi contagiati dall' Hiv (100.000 dollari a testa), ma lo stesso hanno fatto in Giappone, e lì hanno pagato circa 235.000 dollari a ciascuna vittima, o famiglia di vittime. Esclusi però i casi americani di infezione da epatite C. Questi sono nella causa Gullone vs Bayer. Le quattro grandi multinazionali, fino a che non è intervenuta la causa Gullone, in Italia non avevano risarcito nessuno. Né avevano fatto proposte. Ma una volta portate in giudizio, una di loro (Baxter) decide di pagare circa 40.000 euro a ciascuno degli 800 e più emofilici italiani che hanno contratto l' Hiv. Ufficialmente si tratta di un Fondo di solidarietà. «Ma - dice l' avvocato Bertone - chiedono ai malati di firmare una rinuncia a qualunque azione giudiziaria, compresa la causa Gullone contro Bayer».
Interventi e Repliche
Ferrero: le candidature operaie Mi sono stupito nel leggere ieri sul Corriere della Sera che sarei contrario alle candidature di operai nelle liste elettorali. Francamente io sono invece favorevole a candidare il maggior numero di operai e operaie - della Thyssen o di qualsiasi altra fabbrica - nelle liste di tutti i partiti. Anzi, proporrei al Corriere, di dare particolare spazio alle candidature operaie, ovunque collocate. Ho invece condiviso la critica verso la riduzione degli operai a simboli utilizzabili nelle liste elettorali in modo strumentale. Tracciare la linea di confine tra il fare una politica a favore degli operai e l' usare gli operai per ragioni elettorali è assai arduo. Mi pare quindi giusto rifletterci, per evitare di aggiungere la farsa alla tragedia. Non ne avrebbero da guadagnare né gli operai né la politica Paolo Ferrero Ministro del Welfare Sangue infetto: gli indennizzi In merito all' articolo pubblicato sul Corriere del 9 febbraio dal titolo «Sangue infetto alla sbarra» mi preme aggiungere alcune considerazioni. E' vero che le cause avviate dalle persone danneggiate da una trasfusione con sangue infetto durante gli anni ' 80 e ' 90 sono ancora in attesa di un giudizio. Ciò significa che non sono state accertate le responsabilità, che chi ha sbagliato non ha ancora pagato e chi ha subito il danno non ha avuto giustizia. E' un ulteriore scandalo che si aggiunge al già elevatissimo prezzo pagato da migliaia di cittadini. In tutto questo c' è però anche una buona notizia. Nel 2007 con un emendamento della Commissione sanità del Senato sono stati stanziati 150 milioni di euro (all' interno del decreto fiscale) per il risarcimento dei danneggiati da sangue infetto. Successivamente, a dimostrazione della nostra ferma determinazione, nella Finanziaria è stato approvato all' unanimità un altro emendamento che destina 180 milioni di euro ogni anno, a partire dal 2008 e fino ad esaurimento delle richieste, all' indennizzo dei pazienti danneggiati. E' un atto importante che dimostra l' impegno nel dare risposte concrete ai cittadini e un valido aiuto finanziario a persone che aspettano da molti anni un giusto indennizzo. Parliamo di ammalati talassemici o emofilici che hanno contratto un' altra grave malattia attraverso la trasfusione di sangue infetto, virus come quello dell' Aids, dell' epatite C o dell' epatite B, dai quali non si può guarire. La Commissione sanità che presiedo si è occupata di questo problema fin dal giorno del suo insediamento ed ha lavorato con determinazione. Finalmente è stato fatto il primo passo, un passo concreto nella direzione giusta. Prof. Ignazio Marino Chirurgo e Presidente Commissione sanità del Senato La testimonianza di un esule in Argentina Abito in Argentina, compro tutti i giorni il Corriere della Sera, e noto che sempre quando si avvicina il 10 febbraio, «Giorno del Ricordo», riguardo alle foibe ci sono diverse opinioni, specialmente da parte dei giovani che fino a pochi anni addietro non conoscevano neppure i fatti successi nell' Istria-Venezia Giulia, dopo la Seconda Guerra Mondiale. Vorrei dire che io sono uno dei 350.000 «esuli» sparsi per tutto il mondo. Prendo il vocabolario Zingarelli, cerco la parola «esule». La definizione dice: «Cacciato dal proprio suolo». E infatti quando avevo 18 anni dovetti lasciare il mio Paese insieme a mio padre che all' età di 52 anni, dopo aver abbandonato la sua terra natia, ha dovuto cominciare da zero una nuova vita facendo incredibili sacrifici. Non mi voglio dilungare ma vorrei solo sottolineare che ancor oggi, vivendo così distante dalla mia patria tanto amata, mi sento «emarginato». Vorrei che questi giovani contrari alla «Giornata del Ricordo» potessero comprendere il mio stato d' animo. Alfeo Martinoli La Plata ( Argentina)
| RIPARTE IL PROCESSO DI NAPOLI (EX TRENTO) CON UNA NUOVA IMPUTAZIONE: OMICIDIO PLURIMO COLPOSO |
CRONACA
Riparte il processo per lo scandalo del plasma contaminato che provocò centinaia di vittime negli anni '80
Sangue infetto, imputazione coatta per Poggiolini e Marcucci Si rischiava l'archiviazione. Dovranno rispondere di omicidio plurimo colposo di SARAH MARTINENGHI
TORINO - Per lo scandalo del "plasma infetto" degli anni Ottanta, il giudice per le indagini preliminari di Napoli Maria Vittoria De Simone ha disposto l'imputazione coatta: undici indagati, tra cui l'ex direttore del servizio farmaceutico del ministero della Sanità Duilio Poggiolini, e Guelfo Marcucci fondatore dell'omonimo gruppo farmaceutico, dovranno rispondere dell'accusa di omicidio colposo plurimo.
GUARDA IL VIDEO
Centinaia di pazienti emofilici, secondo l'accusa, avevano infatti contratto epatite e virus dell'Hiv tramite medicinali salvavita derivati da plasma infetto: il processo era stato incardinato a Trento e poi trasferito a Napoli per competenza territoriale, ma qui i pm, nel maggio 2005, avevano chiesto l'archiviazione. Gli avvocati delle parti civili (tra cui lo studio torinese Ambrosio e Commodo) a luglio si erano opposti. Secondo i legali, gli indagati si erano approvvigionati di plasma a rischio e non avevano utilizzato i sistemi di inattivazione virale che all'epoca erano già ampiamente disponibili e conosciuti. Ora il gip De Simone ha dato loro ragione respingendo così la richiesta di archiviazione della procura. L'imputazione coatta è infatti un'ordinanza con cui si impone ai pm di chiedere il rinvio a giudizio degli indagati affinché siano processati per tutti i capi d'accusa che riguardano i casi di omicidio colposo non prescritti (ovvero per alcune centinaia di pazienti).
Secondo i pm napoletani Maria Rosaria Bruno e Gloria Sanseverino l'inchiesta era da archiviare per "mancanza di nesso di causa", in quanto cioè non sarebbe stato possibile provare che l'infezione contratta fosse attribuibile tra i tanti a uno specifico prodotto farmaceutico, e quindi a uno specifico indagato. Inoltre, secondo la procura, il procedimento era già prescritto per la maggioranza dei casi. Gli atti dell'intera inchiesta (negli anni Novanta erano cominciate tre diverse indagini) erano arrivati nelle mani delle due pm nell'aprile del 2003 dal tribunale di Trento: qui era stato già incardinato un processo a carico degli stessi imputati, che però non si era concluso perché i giudici avevano stabilito che la competenza territoriale fosse a Napoli.
Sempre nel capoluogo partenopeo è attualmente ancora in piedi un altro procedimento (in cui è indagato Poggiolini, insieme a 40 persone, tra cui americani, svizzeri, austriaci e tedeschi) per cui la procura ha chiesto l'archiviazione: l'udienza per l'opposizione, in questo caso, è stata fissata per il 29 febbraio. "Confidiamo a questo punto - spiega l'avvocato Stefano Bertone che assiste alcune parti civili - di ottenere un'analoga ordinanza".
Dal due giugno 2003 è in corso invece negli Stati Uniti una maxi causa davanti al tribunale federale di Chicago: quasi tremila parti lese (tra cui cinquecento italiani) lottano per avere giustizia dai colossi farmaceutici Bayer, Baxter, Aventis e Alpha.
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(14 gennaio 2008)
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15/01/08 | SANGUE INFETTO, PIU' TEMPO PER RICHIESTA INDENNIZZO |
ANSA - News 2008-01-11 17:08
Sangue infetto, piu' tempo
per richiesta indennizzo
Le persone che hanno contratto
l'epatite o l'hiv - in seguito a trasfusioni con sangue infetto effettuate nelle
strutture sia pubbliche che private - da oggi hanno più tempo per chiedere il
risarcimento dei danni subiti al Ministero della Salute. Lo hanno deciso le
Sezioni unite civili della Cassazione allungando i tempi di prescrizione per
l'azione risarcitoria.
Le Sezioni Unite della Suprema Corte hanno
stabilito - con sentenze depositate oggi e rese note ai soli difensori degli
emotrasfusi contagiati dal sangue infetto - che "nelle ipotesi di infezioni da
Hbv, Hcv e Hiv a seguito di trasfusioni con sangue infetto, eseguite in
strutture pubbliche e private, non si configura il reato di epidemia colposa,
per la mancanza dell'elemento della volontaria diffusione di germi patogeni,
bensì quello di lesioni o omicidio colposi". "La prescrizione per l'azione di
danno nei confronti del Ministero della Salute per omessa vigilanza sulla
'tracciabilità' del sangue - spiega il comunicato della Cassazione, firmato dal
Primo presidente Vincenzo Carbone - decorre non dal giorno della eseguita
trasfusione, nè da quello in cui sono rilevati i primi sintomi della malattia,
bensì dal giorno in cui il danneggiato abbia avuto consapevolezza della
riconducibilità del suo stato morboso alla trasfusione subita". In questo modo
gli 'ermellini' hanno dunque allungato i tempi entro i quali chi è stato
contagiato può iniziare la causa contro il Ministero della Salute. Proprio su
questo punto la stessa Suprema Corte, con decisioni delle singole sezioni
civili, aveva espresso orientamenti contrastanti. "L'onere della prova della
provenienza del sangue utilizzato e dei controlli eseguiti grava non solo sul
danneggiato - prosegue la nota di Carbone - ma anche sulla struttura sanitaria
che dispone per legge o per regola tecnica della documentazione sulla
'tracciabilità' (principio della vicinanza della prova)". "Per il nesso di
causalità - si conclude - sono adottate le norme fissate dal codice penale lette
alla luce della peculiarità del criterio di imputazione della responsabilità
civile. La responsabilità ministeriale per i casi di infezione da Hcv e Hiv
(scoperti negli anni '80) decorre dalla scoperta del virus dell'epa e B (anni
'70)''. | 5 X MILLE ALL'A.V.I.S. REGIONALE VENETO |
Cari Amici, quest'anno L'Associazione, per problemi contingenti, non è riuscita ad essere tra le aderenti beneficiarie delle donazioni del 5 X MILLE sulle dichiarazione dei redditi per l'anno 2007. Abbiamo pensato di non perdere l'opportunità e di far avere le nostre donazioni ai nostri "fratelli di sangue" della AVIS Regionale Veneto Codice Fiscale 94019690265 che da sempre ci è stata accanto in tutte le battaglie e da sempre ci ha "donato la vita". Dono più grande non esiste da parte loro per noi, come pure parole di ringraziamento per loro da parte nostra e tantomeno danari visto che loro donano solo, ed esclusivamente, in quanto "amano la vita". Trattasi, comunque, di una piccola dimostrazione di affetto e per dir loro che: "gli vogliamo bene e che saranno sempre nei nostri cuori e pensieri... certamente nelle nostre vene" ;-). Siamo sicuri che condividerete questo nostro suggerimento. Nello scusarci con per gli eventuali inconvenienti arrecati a coloro che già hanno fatto le dichirazioni riportando il Codice Fiscale della nostra Associazione ribadiamo, sin d'ora, l'impegno totale affinché l'anno venturo la nostra Associazione sia tra le aderenti beneficiarie delle donazioni del 5 X MILLE sulle dichiarazione dei redditi per l'anno 2008. Di seguito il volantino promozionale dell'A.V.I.S. Veneto

19/03/08
| DANNI DA SOMMINISTRAZIONE DI EMODERIVATI E SANGUE INFETTO. TRATTATIVE CON IL GRUPPO C.D. “EMOFILICI ESCLUSI”. |
COMITATO 210/92… PER UN’EQUA GIUSTIZIA
Libera associazione di Volontariato SENZA FINI DI LUCRO
Con il sostegno delle Associazioni: A.R.L.A.F.E. – Onlus Associazione Regionale Ligure; L.A.G.E.V. – Onlus Libera Associazione Genitori ed Emofilici del Veneto; F.A.E.C. Federazione delle Associazioni Emofiliche Calabresi e da cittadini danneggiati da vaccinazioni trasfusioni e somministrazioni di emoderivati.
Telefono e Fax 0444 774353 Cell 347 4335388 E-mail comitato210@gmail.com - c/c postale 65401655
Presidente: Ambroso Luigi Etico: Basso Luciano Vice presidente: Valiante Piero Mailing list: Caprino Rosario Segretario: Zucco Leonardo Stampa: Castellano Giuseppe
Orgiano, 04 giugno 2007
Alla c.a. del Professor Dr. Antonio Gaglione,
Sottosegretario alla Salute,
e del Dr. Filippo Palumbo,
Direttore della Direzione generale della programmazione sanitaria, dei livelli essenziali di assistenza e dei principi etici di sistema del Ministero della Salute.
Egregio Sig. Sottosegretario, Egregio Sig.Direttore,
innanzitutto è doveroso da parte del Comitato 210/92 ringraziare tutti i dirigenti del Ministero per la disponibilità, la costanza e la sincera volontà dimostrata nel cercare di risolvere positivamente la trattativa in corso; nel secondo incontro abbiamo apprezzato molto il clima disteso creatosi, cosa che ci ha permesso di esporre le nostre ragioni con serenità, sentendoci compresi nelle sofferenze, ed anche il blog messo a disposizione dal Sottosegretario Dr. Gaglione ha permesso un rapporto diretto con le Istituzioni, a quanto ci risulta senza precedenti, e del quale non possiamo che essere veramente grati.
Vorremmo scusarci per il ritardo con il quale inviamo il documento richiesto, ma nell'intento di fornire dati il più possibile veritieri ed attendibili abbiamo contattato nuovamente tutti gli Studi Legali che notoriamente e storicamente assistono soggetti emofilici, sono stati invitati a controllare che non vi siano nominativi inseriti doppiamente, grazie alla pubblicazione del nostro documento sul sito del Ministero e al lavoro di divulgazione del Comitato 210, ha fatto si che si siano messi in contatto alcuni Studi Legali, a noi precedentemente sconosciuti, che assistono solo uno o due soggetti, questo ci pone ancora di più nella convinzione che i numeri indicati nel documento allegato siano assolutamente attendibili.
Restiamo in attesa di un vostro riscontro, e di conoscere la data del prossimo incontro.
Ringraziamo per l'attenzione accordataci e cordialmente porgiamo distinti saluti.
Il Presidente del Comitato 210
Luigi Ambroso
Segue copia del documento consegnato al Ministero
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| TAVOLO DI TRATTATIVA EMOFILICI/MINISTERO DELLA SALUTE 2° INCONTRO |
COMITATO 210/92… PER UN’EQUA GIUSTIZIA
Libera associazione di Volontariato SENZA FINI DI LUCRO
Con il sostegno delle Associazioni: A.R.L.A.F.E. – Onlus Associazione Regionale Ligure; L.A.G.E.V. – Onlus Libera Associazione Genitori ed Emofilici del Veneto; F.A.E.C. Federazione delle Associazioni Emofiliche Calabresi e da cittadini danneggiati da vaccinazioni trasfusioni e somministrazioni di emoderivati.
Telefono e Fax 0444 774353 Cell 347 4335388 E-mail comitato210@gmail.com - c/c postale 65401655
Presidente: Ambroso Luigi Etico: Basso Luciano Vice presidente: Valiante Piero Mailing list: Caprino Rosario Segretario: Zucco Leonardo Stampa: Castellano Giuseppe
INFORMATIVA N° 4/2007
OGGETTO: TAVOLO DI TRATTATIVA EMOFILICI/MINISTERO DELLA SALUTE 2° INCONTRO
A tutti gli interessati
e p.c. a tutte le Associazioni
Carissimi,
siamo ad aggiornarvi sull'incontro tenutosi a Roma presso la sede del Ministero della Salute, Lungo Tevere Ripa 1.
All’incontro erano presenti:
Per il Ministero della Salute,
il Sottosegretario Dottor Gaglione, il Direttore Generale Dotto Palumbo, la Dottoressa Ascenzi il Dottor D’Ambrosio e il Dottor Maiorino.
Per gli emofilici erano presenti:
Per il Comitato 210, che rappresenta anche LAGEV, ARLAFE e FAEC
Il Presidente Ambroso, il Vicepresidente Valiante, l’Avvocato Bertone e l'avvocato Zancla
Per la Federazione delle Associazioni Emofilici (Fedemo):
Il Signor Ceglie e, solo per circa 30 minuti, Il Signor Buzzi.
Per l’A.T.E. Associazione Toscana Emofilici:
Il Presidente Del Todesco.
Per i 12 esclusi
L’avvocato De Zorzi.
Inoltre ha partecipato anche l'Avv Lana e la Dottoressa Biondi.
L'incontro è durato circa 3 ore, il clima dell'incontro è sempre stato pacato e costruttivo, come richiesto nel precedente incontro del 27 marzo u.s., il Comitato 210 ha consegnato ai dirigenti Ministeriali un documento contenete le prime stime atte a quantificare quanti emofilici potrebbero beneficiare di un'ulteriore transazione e conseguentemente ad iniziare a capire quali siano le somme necessarie.
Durante l’incontro i dirigenti del Ministero, hanno continuato a manifestare la concreta intenzione di voler risolvere in tempi brevi, che considerando gli iter Ministeriali significa nel 2008, la questione, invitandoci a lavorare con ritmo serrato, al fine di arrivare a quantificare con forte e realistica previsione le somme necessarie, affinché possano essere inserite nel DPEF di prossima presentazione, questo potrà arrivare a far riservare, nella prossima Finanziaria, le somme necessarie.
Il Comitato 210 sta già lavorando alla stesura di un ulteriore documento che possa far meglio valutare la situazione.
Durante la l'incontro si è iniziato a discutere sulle cifre che potrebbero essere ritenute soddisfacenti dagli interessati, in merito a ciò il Comitato 210 ha ribadito che moralmente non potrà accettare cifre inferiori a quelle percepite precedentemente, posizione condivisa anche dagli altri partecipanti.
Solo la Fedemo, ha suggerito una soluzione legislativa per tutti gli emofilici che non sono stati risarciti, compresi coloro che non hanno una causa in corso, soluzione che piacerebbe anche al Comitato 210, ma francamente ci appare improbabile che il Ministero risarcisca anche chi non ha nessun procedimento in corso, inoltre questa soluzione porterebbe a non poter quantificare ne le persone aventi diritto ne conseguentemente le cifre necessarie, inoltre le cifre di 3000/3500 soggetti emofilici potenziali, citati dalla Fedemo, secondo le nostre ricerche appaiono largamente superiori alla realtà.
Alla chiusura della riunione si è deciso di programmare il prossimo incontro entro la fine di maggio o primi di giugno prossimo.
Vi ringrazio per l'attenzione e vi saluto cordialmente.
Il Presidente del Comitato 210
Luigi Ambroso
Segue copia del documento consegnato al Ministero
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| Trattative per la definizione delle posizioni degli emotrasfusi |
COMITATO 210/92… PER UN’EQUA GIUSTIZIA
Libera associazione di Volontariato SENZA FINI DI LUCRO
Con il sostegno delle Associazioni: A.R.L.A.F.E. – Onlus Associazione Regionale Ligure; L.A.G.E.V. – Onlus Libera Associazione Genitori ed Emofilici del Veneto; F.A.E.C. Federazione delle Associazioni Emofiliche Calabresi e da cittadini danneggiati da vaccinazioni trasfusioni e somministrazioni di emoderivati.
Telefono e Fax 0444 774353 Cell 347 4335388 E-mail comitato210@gmail.com - c/c postale 65401655
Presidente: Ambroso Luigi Etico: Basso Luciano Vice presidente: Valiante Piero Mailing list: Caprino Rosario Segretario: Zucco Leonardo Stampa: Castellano Giuseppe
Orgiano, 5 aprile 2007
Alla c.a. del Professor Dr. Antonio Gaglione,
Sottosegretario alla Salute,
e del Dr. Filippo Palumbo,
Direttore della Direzione generale della programmazione sanitaria, dei livelli essenziali di assistenza e dei principi etici di sistema del Ministero della Salute.
Egregio Sig. Sottosegretario, Egregio Direttore,
siamo lieti di inviarVi il primo documento relativo al "sotto-tavolo" c.d. "emofilici esclusi". E' allegato in Word.
Secondo quanto deciso all'incontro del 27 marzo u.s., si sarebbe dovuto in realtà sottoporre al Ministero un documento di sintesi formato dal Comitato 210/92 e dalla Federazione Associazioni Emofilici (Fedemo) In questo senso si era aperto un primo costruttivo dialogo tra i due enti.
Tuttavia, all'inizio di questa settimana siamo stati avvisati di un triste lutto che ha colpito la famiglia del referente Fedemo, Francesco Ceglie. A quel punto, per non disturbare la serenità della famiglia Ceglie, e per contenere il più possibile i tempi di questo iter - ricordando che la deadline era stata fissata al martedì 2 aprile 2007, abbiamo deciso di inoltrare sin da ora questo nostro primo contributo, restando naturalmente fermo il principio per cui il confronto e il lavoro condiviso proseguiranno in tutte le fasi successive.
Ci permettiamo ancora, a contorno ed integrazione di quanto sin qui detto, di ricordarVi che costituiscono punti centrali dell'attuale impegno del Comitato 210/92: 1° l'adeguamento ISTAT della 210/92, con particolare impegno affinché l'adeguamento sia automatico nel tempo, in modo da non dover intraprendere cause ogni 4/5 anni, e con il riconoscimento delle spese legali a favore di chi, alla data della emanazione del provvedimento, si trovi ancora in pendenza di giudizio. Se così non fosse si creerebbe infatti una paradossale disparità di trattamento poichè, a dover pagare i propri legali, si troverebbero proprio coloro che - citando il Ministero a giudizio in grande numero - hanno "spinto" quest'ultimo all'adozione del provvedimento. 2° far risarcire il cosiddetto gruppo dei 12 emofilici esclusi, anche se la situazione sembra stia lentamente migliorando. 3° riuscire a far trovare al Ministero stanziamenti, attraverso un rifinanziamento della Legge 141/03 o con una nuova Legge ad hoc, o con un apposito capitolo della Legge Finanziaria per l'anno 2008, in modo che tutti gli emofilici contagiati vengano risarciti senza discriminazioni: ci riferiamo in primis a tutti i partecipanti alla c.d. causa Emoter, che peraltro hanno già ottenuto una sentenza favorevole successiva alla sentenza 11609/05 della Corte di Cassazione, e a tutti i rimanenti emofilici, secondo le stime che verranno effettuate. Restiamo in attesa di una Vostra formale comunicazione per quanto riguarda sia le modalità pratiche di condivisione di questo documento con le altre associazioni ed avvocati interessati a proporre modifiche, sia per quanto concerne le tempistiche delle prossime riunioni presso il Ministero della Salute. Auguriamo inoltre felici festività pasquali. Cordiali Saluti.
Il Presidente del Comitato 210 Luigi Ambroso
segue copia documento inviato al Ministero della Salute (tavolo Emofilici esclusi)
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| GAGLIONE INCONTRA DANNEGGIATI DA SANGUE INFETTO |
Ministero della Salute Sottosegretario di Stato
Prof. Antonio Gaglione
ROMA, 27 MARZO 2007
GAGLIONE INCONTRA DANNEGGIATI DA SANGUE INFETTO
“I FONDI NELLA PROSSIMA FINANZIARIA”
ROMA – Il sottosegretario alla salute prof. Antonio Gaglione, nella mattinata di oggi, ha incontrato i rappresentanti delle associazioni di cittadini danneggiati da trasfusioni e emoderivati infetti.
“E’ nota l’intenzione del Ministero – ha sottolineato Gaglione - di affrontare la questione dei danni da sangue ed emoderivati infetti nella sua totalità, senza creare disparità di trattamento fra le diverse categorie di danneggiati. Questo percorso richiede uno sforzo di sintesi e mediazione notevole, sicuramente più impegnativo rispetto al confronto con una singola categoria”.
Al fine di comporre, con l’accoro delle parti, le vertenze fra lo Stato e i cittadini danneggiati, il sottosegretario ha proposto di procedere secondo due linee guida fondamentali: 1; la modifica della legge 210/1992 limitatamente alla rivalutazione legale dell’indennizzo e alla riapertura dei termini per la presentazione delle domande. 2; l’erogazione dei risarcimenti del danno secondo provvedimenti transattivi.
Il Ministro della salute Livia Turco è intervenuta all’incontro illustrando il problema dei risarcimenti ai cittadini danneggiati come una “emergenza” prioritaria da risolvere con l’accordo di tutte le categorie interessate. A questo proposito ha già informato il Consiglio dei Ministri e il Ministro dell’economia Padoa Schioppa.
La prossima Finanziaria, attraverso stanziamenti importanti, affronterà in modo definitivo la questione.
LUNGOTEVERE RIPA 1 – OO153 ROMA (ITALY)
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Gli emofilici che ancora non hanno agito nei confronti del Ministero della Salute, possono " Depositare Atti di Intervento ", nella causa ( EMOQUATER ) in svolgimento presso il Tribunale di Roma, per far riconoscere la responsabilità ( mancata sorveglianza ) del suddetto Ministero, per i danni subiti a seguito delle infezioni da virus HBV, HCV e HIV conseguenti la somministrazione di emoderivati. Non sappiamo, al momento, la data ultima per poter intervenire, perciò bisogna attivarsi il prima possibile.
Per entrare nella causa bisogna essere in possesso della certificazione della Commissione Medico Ospedaliera ( CMO ) e dell'assegnazione della categoria. Coloro che sono sprovvisti del CMO, presentino subito all' Ufficio Legale dell'ULS di appartenenza tutta la documentazione necessaria per ottenerlo.
Rivolgetevi al più presto al vostro legale di fiducia per portare avanti
velocemente la pratica.
Ci permettiamo di fare alcune considerazioni per accompagnare la pubblicazione dell’articolo apparso su “Famiglia Cristiana” del 20 luglio 2006. Crediamo che sia giunto il tempo di dire come la pensiamo in merito alla “Causa Americana” e al comportamento che stanno avendo le case farmaceutiche coinvolte.
A distanza di 20 anni dai terribili momenti che abbiamo vissuto come comunità emofilica, e dalla perdita di moltissimi dei nostri amici, ci troviamo ancora una volta a fronteggiare la resistenza tenace e ottusa di case farmaceutiche che, nonostante prove di gravissime negligenze nella vendita e talvolta di dolo nel mancato ritiro di farmaci ad altissimo rischio di infezione, si rifiutano di accettare il giudizio di una giuria popolare negli Stati Uniti.
Pensiamo che questo comportamento sia poco rispettoso per tutti noi e offensivo nei confronti del valore della vita umana. A questo punto, se le industrie farmaceutiche coinvolte nella Causa Americana insisteranno nel voler sottrarsi ad un equo processo, inviteremo gli emofilici italiani ad non utilizzare più i loro prodotti, e poiché esse conoscono solo la regola del profitto pensiamo di far leva su questa debolezza per spingerli a confrontarsi nell’aula di un tribunale e sottoporsi al giudizio di una giuria; cosa che esse non sembrano gradire. Questo non vuol dire che la giuria, o il Tribunale, darà ragione agli emofilici - il verdetto finale nessuno lo può prevedere - ma affrontare il processo sarebbe gesto di rispetto per tutti noi, e in particolare per coloro che non ci sono più e per le loro famiglie.
Noi sappiamo che abbiamo bisogno delle aziende farmaceutiche e che ne avremo bisogno anche nel futuro - da loro dipende, purtroppo, ancora la nostra vita - ma questo non vuol dire che dobbiamo subire senza avere il diritto alla salute, essere garantiti è una condizione che porta alla fiducia e al rispetto reciproco.
Chiediamo, alle case farmaceutiche coinvolte nella Causa Americana di sottoporsi liberamente al giudizio dei tribunali americani, senza inventare nuove e continue strategie legali, vedi in particolare l’eccezione di “difetto di giurisdizione”, secondo cui a decidere questa causa non possono essere i tribunali U.S.A. (dove le industrie hanno sede, e dove esse hanno concepito e prodotto per larga parte i nostri emoderivati negli anni ’80) ma invece i tribunali inglesi, e magari italiani, neozelandesi, sudafricani, argentini, brasiliani…
Crediamo che questi non siano altro che tentativi di farla franca allungando il brodo: nel frattempo molti di noi continueranno a morire senza avere almeno avuto il conforto di vedere in faccia tutti i responsabili delle gravissime malattie contratte e delle morti di tante persone, sì perché i colpevoli sono liberi e noi invece siamo condannati !! Un processo equo, e nel posto giusto, e cioè nell’unico luogo dove esso è ancora celebrabile, gli U.S.A., è una delle poche soluzioni che restano affinché venga scritta la parola fine su quegli anni bui.
Noi per il momento invitiamo i nostri soci a preparasi alla possibilità di non utilizzare più i prodotti (non necessariamente soltanto emoderivati), delle aziende farmaceutiche coinvolte nella Causa Americana.
Vi ricordiamo a questo proposito che:
Ø l’azione legale è in corso dal giugno del 2003 presso il Tribunale Federale di Chicago (Illinois, U.S.A.), è denominata In re “Second Generation” Blood Factor Concentrates Products Liability Litigation, MDL No. 986.
Ø Vi partecipano quasi 3.000 emofilici da ogni continente, con più di 400 di noi italiani. Tutti lamentiamo di aver contratto infezioni da HCV e/o da HIV dall’utilizzo di emoderivati infetti. Ciascuno dei ricorrenti ha utilizzato farmaci di industrie nordamericane.
Ø Le industrie farmaceutiche citate in giudizio sono Bayer Corp., Baxter Healthcare, Cutter Biological, Alpha Therapeutic Corp., Armour Pharmaceutical e Aventis Behring (queste ultime due, oggi, Sanofi-Aventis).
* Per leggere l'articolo di Famiglia Cristiana clicca sotto su leggi.
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