oggi Martedì, 21 Nov 2017
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Le Epatiti virali PDF Stampa E-mail

L'epatite é un'infiammazione delle cellule del fegato causata da alcuni virus che nella maggioranza dei casi si manifesta con disturbi aspecifici di tipo influenzale.....



L'epatite é un'infiammazione delle cellule del fegato causata da alcuni virus che nella maggioranza dei casi si manifesta con disturbi aspecifici di tipo influenzale.
In taluni pazienti l'infezione causa importanti danni alla funzione del fegato, che determinano la comparsa di ittero, cioè colorazione gialla della cute e delle mucose visibili. La persistenza del virus nel fegato puó causare infiammazione permanente delle cellule epatiche, cioé epatite cronica.

Esistono peró portatori cronici del virus senza malattia epatica.
In alcuni pazienti l'infezione determina progressiva fibrosi del fegato, fino allo sviluppo di cirrosi. A differenza dell'epatite cronica, la cirrosi é una malattia irreversibile, che puó causare nel corso degli anni deperimento dell'organismo, emorragie digestive e, in diversi casi, tumore primitivo del fegato.

I diversi tipi di epatite virale, ad eccezione dell’epatite A e E (che si trasmettono per via oro-fecale), si trasmettono attraverso il sangue infetto (trasfusioni con sangue contaminato, scambio di siringhe usate), i rapporti sessuali con persone portatrici, con la saliva e altri liquidi biologici (epatite B).

Ad oggi sono stati identificati diversi tipi di virus dell’epatite classificati con le lettere dell’alfabeto da A ad G.
Molto spesso le epatiti non danno luogo a particolari sintomi. Con esami di laboratorio su sangue, feci ed urine é possibile diagnosticare l’epatite virale.

Epatite A
L'epatite é un'infezione benigna diffusa per via feco-orale mediante contatti interpersonali o tramite cibo e acqua contaminati. Il periodo di incubazione é inferiore a 30 giorni.
Le persone a maggior rischio sono i conviventi dei pazienti, i residenti in comunitá (asili, caserme etc...), piú raramente i partner sessuali.

Sono note epidemie causate da una fonte comune, quale acquedotti contaminati, verdure o molluschi infetti.
Dal momento dell’avvenuta infezione alla manifestazione della malattia passano in media 4 settimane.
Si manifestano allora stanchezza, nausea, perdita di appetito, diarrea, dolori al fegato e una leggera febbre.
Dopo una settimana compare l’ittero con la caratteristica colorazione giallastra della cute e delle mucose, accompagnato da prurito e da emissione di feci chiare e di urine scure.
Di epatite A si guarisce praticamente sempre e la si puó prevenire grazie all’uso di immunoglobuline somministrate prima del contagio o precocemente nel corso dell’incubazione.

La prevenzione consiste nelle misure di prevenzione primaria e cioé lavare frequentemente le mani, risciacquare accuratamente frutta e verdura, bollire i cibi potenzialmente contaminati, evitare la balneazione in acque che possono essere contaminate da scarichi fognari. Attualmente ci sono 2 vaccini sperimentati per l’epatite A.
Il vaccino contro l'epatite A viene somministrato per via sottocutanea o intramuscolare, nel deltoide, in due dosi, ai tempi 0 e 6 mesi.
Il vaccino é consigliato per tutte le persone che, prive di anticorpi naturali contro l'epatite A, siano esposte professionalmente all'infezione o che viaggino in aree endemiche per epatite A (Risoluzione Istituto Superiore della Sanitá del 2 maggio 1995).

Epatite B
L’epatite B é diffusa in tutto il mondo e si trasmette attraverso contatto con sangue infetto, attraverso i rapporti sessuali, con la saliva.
Esistono diversi tipi di virus B. Uno, detto "selvaggio", causa infezioni acute e croniche ed é caratterizzato dalla presenza nel sangue dell'antigene "e" (HBeAg).
L'altro, detto "mutante", causa anch'esso infezioni acute e croniche, caratterizzate peró dall'assenza di antigene "e" nel siero e, in genere, d’un pió grave decorso.

In rari casi , entrambi i virus causano epatite fulminante con andamento mortale. In Italia si stima che vi sia almeno 1 milione di portatori cronici del virus B.
L'infezione ha un periodo di incubazione che varia da 20 giorni a 6 mesi e nella maggior parte dei casi non evoca sintomi specifici.
Le modalitá piú frequenti con cui si contrae l'infezione sono i rapporti sessuali e la puntura con aghi infetti.
L'infezione B cronicizza raramente negli adulti. Il mezzo piú efficace per contrastare léepatite B é rappresentato dalla prevenzione.
La prevenzione dell'infezione viene attuata su scala nazionale mediante un programma di vaccinoprofilassi obbligatoria dei nuovi nati e dei dodicenni.

Epatite C
Il virus dell'epatite C causa una infezione un tempo classificata come epatite non-A, non-B.
Il serbatoio mondiale dell'infezione é costituito da oltre 100 milioni di portatori cronici del virus.
Il virus si replica nel fegato ed é trasmesso per contagio interumano mediante sangue e liquidi biologici infetti inoculati per via percutanea, con modalitá simili a quelle del virus B.

Il periodo di incubazione dell'infezione varia tra 10 giorni e 8 mesi, in media 40 giorni.
L'aspetto pió preoccupante di questa infezione é l'elevata tendenza a cronicizzare (70%), in particolare nei pazienti infettati per via trasfusionale.
Circa il 30% di tutti i pazienti con infezione cronica sviluppa cirrosi nell'arco di 15-30 anni e parte di questi puó sviluppare un tumore primitivo del fegato.

La maggioranza delle infezioni é asintomatica. Non esistono cure definitive per l'infezione da virus C.
La prevenzione é dunque l'approccio pió concreto per evitare le temibili conseguenze di molte infezioni C.

Il maggior serbatoio di nuove infezioni é rappresentato dai tossicodipendenti (80% infetti). Solo la vaccinoprofilassi sará capace in futuro di ridurre il contagio.
I primi vaccini ottenuti con biotecnologie o vaccini ricombinanti hanno dato risultati insufficienti ma incoraggianti.

Epatite D
Il virus D (o delta) coesiste in circa il 5-10% di tutti i portatori cronici di virus B.
E' un virus difettivo che necessita del virus B per il suo sostentamento. L'infezione D é in genere piú severa di quella B e colpisce con frequenza i tossicodipendenti e alcune popolazioni del Mediterraneo e del Sud America, ove l'infezione é endemica. Il virus é molto contagioso e spesso causa focolai intrafamiliari di infezioni acute e croniche.

La trasmissione avviene per scambio di siringhe sporche di sangue infetto, attraverso i rapporti sessuali, con oggetti taglienti contaminati.

Non esistono cure radicali per questa malattia. Il vaccino anti epatite B, proteggendo dall'infezione da virus B, blocca anche la trasmissione dell'infezione D.

Epatite E
Le modalitá di trasmissione sono simili a quelle dell’epatite A (acque contaminate da feci infette).
Il tempo di incubazione é di 2 - 6 settimane.
Non esiste attualmente un vaccino, e pertanto la prevenzione dell'infezione é basata su misure di igiene personale e alimentare.

Epatite G
Esso é trasmesso attraverso trasfusioni di sangue ed altre vie di esposizione parenterale quali per esempio l'iniezione endovenosa di droghe.
I rischi di infezione da virus G sono pertanto gli stessi indicati per i virus B e C.

Epatite non-A, non-B, non-C, non-D, non-E, non-G
Studi clinici e sperimentali suggeriscono l'esistenza di un virus trasmesso per via parenterale, diverso dai virus A-G.
Circa il 90% delle epatiti sporadiche non-A sono HGV negative suggerendo che possano essere causate da questo agente virale, ancora sconosciuto.
 

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