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Non disse di essere emofiliaco PDF Stampa E-mail
Ora chi lo ha investito sarà accusato di omicidio colposo. Ma c'è il concorso di colpa della persona offesa

MIRA.
L'uomo coinvolto in un incidente a Noventa, rifiuta l'ambulanza e all'ospedale non spiega la sua situazione sanitaria Non disse di essere emofiliaco. Morto

Padova Cosa gli costava dire: sono emofiliaco?
Forse era in stato confusionale dopo l'incidente, o forse non voleva finire all'ospedale. Si era anche rifiutato di salire in ambulanza quando i soccorritori del Suem erano arrivati tempestivamente in via Noventana. Tacere, gli è costato la vita.
E Gianluca De Nat, trentenne di Mira, è diventato anche "complice" di chi ha causato l'incidente stradale che gli è stato fatale. In termini giuridici significa: "concorso di colpa della persona offesa".

E' quello che sta scritto sul capo d'imputazione a carico di Antonio Tonon, 64 anni, di Selvazzano Dentro, che alle 19 del 17 aprile 2002 ha causato il sinistro. Tonon era alla guida di una Mercedes e in via Noventana, alle porte di Noventa Padovana, avrebbe svoltato a sinistra, per entrare in un piazzale, senza dare la precedenza a De Nat, che lo seguiva sulla statale in sella a uno scooter Yamaha.
Federico Ferlini, dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Padova, incaricato dal pm Paolo Luca, scrive nelle sue conclusioni della perizia sulla vittima: "In estrema sintesi, verificato il mancato rispetto del criterio di esclusione di altre cause, devo concludere che la morte del signor De Nat è riconducibile a sua specifica responsabilità - mancata comunicazione di dati anamnestici noti». Dopo aver rifiutato di essere trasportato al pronto soccorso del Policlinico Padovano, il trentenne alle 20.28 si era presentato ai medici dell'ospedale di Dolo (forse convinto dai familiari a farsi visitare).

Gli era stato riscontrato un trauma cranico, ma il paziente rispondeva bene alle prove neurologiche.
E in quel momento avrebbe dovuto riferire i suoi dati anamnestici.
Non lo ha fatto. Tanto che era stato mandato a casa. Poi erano le 5.34 del mattino successivo quando era ritornato al pronto soccorso dell'ospedale di Dolo. Era in coma. Subito era stato trasferito al nosocomio di Mestre. Dove è deceduto il 19 aprile alle 12.30.
Era troppo tardi. Adesso l'automobilista Antonio Tonon si vedrà imputato di omicidio colposo.

E i familiari di De Nat hanno avviato una causa civile con la richiesta di risarcimento di 500mila euro. Ma, presumibilmente, dovranno fare anche i conti con il "concorso di colpa della persona offesa". tratto dal Gazzettino di Venezia del 15.10.2003
 

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