presidio di Ematologia Stampa
Articolo tratto dal Gazzettino di Treviso - Novembre 2002
"Il presidio di Ematologia diventa centro regionale Riconosciuta la lunga attività "sul campo" Tratto dal "Il Gazzettino" di Domenica, 3 Novembre 2002
Disco verde della Commissione Sanità
Il presidio di Ematologia diventa centro regionale. Riconosciuta la lunga attività sul campo Castelfranco

"La nomina a centro regionale cancella i dubbi recenti di un possibile ridimensionamento della nostra struttura".
Giuseppe Tagariello, responsabile per l'emofilia del Centro malattie del sangue di Castelfranco , commenta così decisione della Commissione regionale Sanità.

In tempi di vacche magre, il piano sanitario appena approvato assegna all'Ematologia castellana un ruolo di primo piano in ambito Veneto.
E' ancora presto per capire quali saranno gli effetti pratici della scelta di Venezia. E' comunque certo - spiega Tagariello - "che si tratti del giusto riconoscimento a tanti anni di attività £ontro le malattie del sangue".

Antonio Variante, presidente della Lagev (Libera associazione genitori ed emofilici del Veneto) ricorda con soddisfazione quello che, forse, è stato il momento decisivo nell'iter verso il presente riconoscimento.

A luglio, in Regione, Padova e Vicenza, poli di riferimento in campo ematologico assieme a Castelfranco e Verona, tentano di porsi su un piano pi?vato. "La prima riunione si è interrotta. Non ero d'accordo con quella prospettiva. Lagev, Avis e amministrazione di Castelfranco già quattro anni prima avevano prospettato alla Regione la creazione di un centro di riferimento interregionale per l'emofilia.

L'obiezione di Padova verteva sul fatto che l'emofilia è solo una delle malattie del sangue.
Dopo 15 giorni, un nuovo incontro e il giusto compromesso".

Allo stato delle cose, comunque, per Castelfranco è forse più importante un riconoscimento giunto lo scorso maggio: la nomina a presidio della rete regionale per le malattie rare.

"Grazie ad esso - spiega Tagariello - possiamo decidere esenzioni per le malattie rare e definire percorsi di diagnosi e terapia ad hoc per tutte queste patologie. Occupandoci anche di studi genetici, l'esenzione può riguardare anche i parenti dei malati, per tutti quegli esami volti ad escludere una predisposizione alla trasmissione ereditaria".
Renato Piva